Malattia e visite fiscali: dal 1° Settembre ulteriore stretta

Con l’entrata in vigore del decreto legislativo n. 75/2017 (Decreto Madia), dal 1° settembre gli accertamenti per le assenze dal servizio per malattia dei dipendenti pubblici passeranno dalle Asl all’Inps al pari di quanto previsto per il settore privato.

Le novità principali della nuova normativa rispetto all’attuale disciplina, sottolineate con entusiasmo dal Presidente dell’INPS Boeri nella conferenza stampa del 30 agosto, sono l’aumento del numero delle visite fiscali previste annualmente (da 300.000 a 500.000) e la possibilità di effettuare più visite di controllo nello stesso giorno.

Immediatamente è partita l’ennesima campagna mediatica contro i dipendenti pubblici, questa volta contro i “furbetti della malattia”. Secondo i dati forniti da Boeri, e ripresi a titoli cubitali dalla stampa di regime, i dipendenti pubblici fanno mediamente “ben 11 giorni di malattia all’anno”…. che scandalo! Probabilmente Boeri pensa che i certificati rilasciati dai medici di base siano tutti falsi!

Né Boeri, né la Madia hanno fatto alcun cenno statistico o numerico su assenze per malattia correlate al progressivo invecchiamento dei lavoratori del Pubblico Impiego la cui età media si assesta attorno ai 55 anni di età.

Nessun riconoscimento nemmeno dell’alto numero di patologie invalidanti legate a malattie professionali, spesso non riconosciute dagli organismi preposti, che colpiscono intere categorie di lavoratori (operatori sanitari di ospedali e case di riposo, educatrici e insegnati delle scuole d’infanzia, il personale ausiliario, operaio, cuoco ecc.) esposti ad alto rischio di malattie correlate alla mansione.

Nessun concreto sconto sull’età pensionabile per nessuno: l’età per la pensione continua a scivolare in avanti secondo le presunte aspettative di vita, decise a tavolino dai ministri che devono far quadrare i conti sulla pelle dei lavoratori. Nessun cenno al fatto che ai pubblici dipendenti, nei primi 10 giorni di malattia, vengono decurtate indennità, con perdita sensibile di quote di stipendio.

Questo ennesimo attacco ai lavoratori pubblici ha offerto l’occasione a Boeriper chiedere al Governo di equiparare, tramite decreto, gli orari delle visite fiscali del settore privato a quelli pubblici (quindi da 4 a 7 ore di reperibilità).

Come avviene da anni, con la scusa dell’equiparazione, il peggio di un settore lavorativo viene applicato a cascata a tutti gli altri…. L’equiparazione è sempre al ribasso, sempre a danno dei lavoratori !

La CUB il 27 ottobre ha proclamato lo sciopero generale di tutte le categorie di lavoratori pubblici e privati: blocchiamo il paese per difendere il diritto allo sciopero e per fermare lo smantellamento dei nostri diritti previdenziali ed economici !

Milano, 1 settembre 2017

[pubblicato su www.cub.it]

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